Edizione 2015

Monica Galanti

Erba (Como), 1965. Vive e lavora a Canzo (Como).

Lettere nell’erba / Lettres sur l’herbe / Letters in the Grass

prato a zolle cm 100 x 860

“Dissodare una porzione di terreno destinato all’orto per poi installare/‘piantare’ una scritta che dice: P I A N T A L A, tautologia e doppio senso, gioco di parole e azione significante se stessa. La scritta è ‘di’ prato, le parole sono fatte con l’erba - words of grass - Leaves of Grass, la scrittura poetica di Walt Whitman fa da cornice di senso a questo mio lavoro di Land Art. La scritta è stata realizzata sulla terra dell’orto, non a caso. Fare un orto è arte in molti sensi. Mio nonno faceva un orto grande e perfetto, un capolavoro di geometria. Nel dialetto di mio nonno le file di insalata e di ortaggi si dicono prose, con questo ho detto tutto. Un orto è una sapienza matematica e letteraria.
‘Alla fine’ le parole d’erba ridiventeranno prato, alla fine la pianteremo anche di fare arte? Un certo tipo di ‘arte’ auspicherei di sì, per cui il mio PIANTALA è indirizzato ad alcuni ‘artisti’ che usano e abusano della vita di altri esseri viventi, usando animali vivi o morti come soggetto-oggetto-contenuto della loro ‘arte’. A un altro livello il mio PIANTALA nell’uso popolare e famigliare che si fa del predicato verbale che indica l’azione del: porre dentro alla terra un rampollo di pianta perché vi attecchisca e germogli è un invito personale soggettivo a ‘smetterla’, che ogni visitatore interpreterà per sé come più gli aggrada. PIANTALA di non crederci PIANTALA di illuderti PIANTALA di infuriarti PIANTALA di aspettare PIANTALA di gridare PIANTALA di stare zitto PIANTALA di degradare PIANTALA di desistere PIANTALA di consumare PIANTALA di fissarti PIANTALA di fissarmi PIANTALA di stare con le mani in mano”.

 

Biografia dell'artista

Nasce qualche anno fa tra un prato e un fiume d’Alta Brianza. Da piccola era grande. Ha frequentato con successo l’Accademia dei Disegni Fatti Col Dito Indice Sui Vetri Appannati (corso solo invernale per ovvi motivi). A otto anni sa già fare gli gnocchi e il purè di patate, perciò decide di non esagerare e si prende una pausa. Si diploma in Lingue e Arti grafiche e si laurea in Pedagogia. Ha svolto professione di animatrice sociale ed educatrice, accompagnatrice di trekking per adolescenti, ha gestito campi vacanza WWF. Ha inventato il laboratorio creativo Pelle di sasso e opere foto-grafiche di matrice surrealista (Faccia di legno). È autrice di sei volumi Pulcinoelefante dell’editore Alberto Casiraghy, tra le sue pubblicazioni un contributo pittorico a L’Altrolario (editoriale Como, 2004), i racconti Camay in Sirene. Le voci del mare (Terre di mezzo, 2004) e Zanevar in Via dei matti numero zero (Berti, 2002); suoi i disegni del libro Ex Carcere (edizioni Nodo Libri, Como, 2011). Dal 2005 espone in mostre personali e collettive.